Roma, una porta alla volta.

Ogni anno, quando le giornate si allungano in tarda primavera, oppure verso fine settembre, mando un messaggio a un gruppo di persone. Non è una newsletter, non è una comunicazione professionale. È un invito — semplice, diretto — a trascorrere una serata insieme in un posto esclusivo che pochi hanno la fortuna di vedere.

Sono i miei clienti. Quelli che negli anni mi hanno dato fiducia, che hanno condiviso con me uno dei momenti più importanti della loro vita. E questo è il mio modo di ringraziarli.

Siamo sempre una cinquantina, a volte qualcuno in più. Ci ritroviamo davanti a un portone, spesso in un vicolo che la maggior parte dei romani non sa nemmeno che esiste. Con noi c’è Marta, un’archeologa che collabora con me da anni: è lei che racconta, che apre i luoghi, che trasforma una visita in qualcosa di più.

L’anno scorso siamo andati al Foro di Augusto, nella Casa dei Cavalieri di Rodi.

Abbiamo visitato la Cappella Palatina dedicata a San Giovanni Battista, poi i saloni affrescati del palazzo. E alla fine ci siamo ritrovati sulla loggia — una di quelle viste su Roma che tolgono il fiato, silenziosa e inaspettata nel mezzo della città: i Fori Imperiali, la Colonna Traiana, il Vittoriano, tutto lì davanti, come se il tempo si fosse fermato.

Abbiamo concluso con un aperitivo, come sempre. Si chiacchiera, ci si ritrova, ci si racconta. È uno di quei momenti in cui il lavoro sparisce e resta solo il piacere di stare insieme in un posto bello.

Ho scoperto in questi giorni che quest’anno la Casa dei Cavalieri di Rodi è tra le location di Open House Roma 2026, il festival che dal 16 al 24 maggio apre al pubblico luoghi normalmente inaccessibili della città. In qualche modo fa piacere. Significa che quello che cerco ogni anno per i miei clienti — luoghi rari, fuori dai circuiti ordinari, capaci di raccontare una Roma diversa — è esattamente quello che la città ha di più prezioso.

Se non lo conoscete, Open House Roma vale una giornata. Oltre 220 luoghi aperti, visite guidate, spazi privati e architetture straordinarie. Quest’anno fino al 24 maggio.

Roma non finisce mai di sorprendere. Basta sapere dove bussare.

Francesca

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